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La tecnologia sorprende anche nell’edilizia

Nel settore dell’edilizia sono in molti a pensare che si continuerà ancora a lavorare come, più o meno, si faceva 20, 80 o 200 anni fa. Scavo delle fondamenta, mattoni, calce e un po’ di tubi. Più, intendiamoci, uno spesso cappotto termico per dare un tocco di modernità. Lo pensano gli iscritti al Pce (Partito conservatore edilizio), che si contrappongono a quelli che aderiscono al Ptc (Partito tecnologico costruzioni). Questi ultimi, invece, avvertono un vento di cambiamento. I dati relativi all’impiantistica, per esempio, sembrano indicare che gli edifici si stanno trasformando sempre più in macchine dedicate a ospitare gli esseri umani. Le loro funzionalità, accanto a quella dell’efficienza energetica, saranno sempre più la misura del loro valore. Quello, però, che né il Pce né il Ptc considerano, è che sta cambiando anche l’intero sistema organizzativo che sta dietro l’edificio

. Una casa avrà bisogno presto di un gestore, come avviene nei grandi edifici commerciali. Oggi un bravo custode, magari coadiuvato da un aggiornato facility manager, è capace di intervenire per fare in modo che le cose funzionino (pulizia, luci, climatizzazione, sicurezza). Domani avrà bisogno di qualche skill in più. Ma questo è solo un aspetto secondario. Il punto centrale, invece, è che cambierà anche il lavoro di chi vende prodotti per l’edilizia e quello delle stesse imprese di costruzioni. Sembra paradossale pronosticarlo, in un Paese come l’Italia, che negli ultimi anni ha visto la perdita di 600mila posti di lavoro nel settore, ma l’occupazione tra cantieri e distribuzione si ridurrà ancora. A pronosticarlo è un rapporto di  PricewaterhouseCoopers (PwC), network internazionale della consulenza. Secondo un’analisi relativa alla Gran Bretagna, ma che ha contenuti facilmente estendibili agli altri Paesi, nei prossimi 20 anni circa il 30% dei posti di lavoro nel Paese saranno potenzialmente minacciati da innovazioni nel campo dell’intelligenza artificiale (Ai), cioè computer o robot capaci di agire al posto di un essere umano. Fantascienza? Quanti hanno in tasca uno smartphone con assistente vocale (Siri per gli iPhone, Bixby per i nuovi Galaxy, Cortana per Microsoft, eccetera)? È già quello un esempio di intelligenza artificiale. Secondo PwC, la perdita di posti a causa dell’iniezione tecnologica coinvolgerà anche il settore delle costruzioni, che perderà il 23,7% dell’occupazione. Tanto? Consolatevi: sempre meno di settori come quello di finanza e assicurazioni, in cui gli impiegati e manager si ridurranno di un terzo.

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