La sfida demografica per costruttori e distributori

I prossimi anni saranno governati, per quanto riguarda (anche) l’edilizia, dai nuovi equilibri sociali. Banale, eppure molti tendono a scordarselo. Un dato su cui riflettere è il minimo storico delle nascite in Italia. Nel 2016 sono nati 474mila bambini, in calo rispetto ai 486mila dell’anno precedente. Eppure il sentiment non è più quello di cupo pessimismo come negli anni più acuti della crisi economica. Le nascite, quindi, sono scese del 2,4% in un solo anno. Ma c’è un’eccezione: la Provincia di Bolzano, o più correttamente il Sudtirolo, che registra un incremento del 3,2%. Si riduce la media di figli per ogni donna: 1,34. Un declino, quello della popolazione italiana, che sembra accentuarsi. E dire che il governo ha istituito il bonus nascite: 800 euro a chi partorisce. Altro elemento demografico da tenere d’occhio: i giovani hanno meno figli (-6% tra 25 e 29 anni, mentre aumentano le donne che diventano mamme tra 35 e 39 anni. Il calo, tradotto in strategie di impresa, può significare appartamenti con metrature più piccole. Anche perché un altro trend riguarda il numero di single, in costante ascesa in tutto il mondo occidentale. Negli Usa, per esempio, nel 1960 i figli che vivevano con i due genitori erano l’87%, mentre ora sono solo il 69%. Mancano dati aggiornati sull’Italia, ma il trend è lo stesso. Altro dato che fa riflettere: gli stranieri residenti nel nostro Paese sono arrivati a 5 milioni 29mila, 2.500 in più rispetto al primo gennaio 2016 e rappresentano l’8,3% della popolazione. Un nato su cinque in Italia ha una madre straniera. Ma questo è il dato ufficiale, probabilmente in difetto rispetto alla realtà. Dato che i 5 o 6 milioni di stranieri hanno bisogno di una casa dove alloggiare, anche l’edilizia si deve preoccupare di fornire un’abitazione che sia accessibile e che risponda alle caratteristiche richieste da quel tipo di (futuri) proprietari. Siamo proprio sicuri che non si costruiranno più nuove case?case milano 13

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